LOGOI KAI OUROBOROI

Un laboratorio ludico-alchimistico per trasmutare parole in aurei pensieri: a disposizione di chiunque abbia “elementi” da gettare nel crogiuolo :)

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lunedì, 03 dicembre 2007
DE AMICITIA

       
        (PICASSO: "AMICIZIA")

Giorni fa dall'amica Kneff ("Le Petit Prince")  prendendo spunto dalle poetiche parole che de Saint-Exupery mette in bocca alla volpe per spiegare al Piccolo Principe il significato, il percorso e la profondità dell'Amicizia, è nato un piccolo scambio d'idee su questo particolare rapporto tra esseri umani (e non solo!) di "affinità elettive" (?) di "amorosi sensi"(?) ... e quant'altro di personali interpretazioni, che mi piacerebbe qui approfondire.
Con chi ha voglia di farlo :)
Proporrei agli astanti di riportare un esempio letterario sul tema dell'Amicizia che li ha particolarmente colpiti: possibilmente arricchita della citazione di qualche riga particolarmente significativa!

Io, tanto per cominciare ab ovo, riporterò alcuni pezzi della saga di Gilgamesh: della sua amicizia con Enkidu e dello strazio per la sua morte.



Sintetizzando alquanto
(miei cari amici virtuali, voi sapete bene quanto spesso mi privi della bellezza dei vostri scritti per l'insofferenza ai post lunghiiiiiii ! Del resto chiunque lo voglia -stimolato da questi brevi accenni- può trovare qui in rete, TUTTA la saga per esteso, preziosi commenti inclusi) Gilgamesh, dapprima feroce tiranno, impara l'importanza dei sentimenti dal suo incontro con
Enkidu: ovvero scontro, inizialmente. Che, come nelle migliori tradizioni divenute stereotipo e perpetuatisi fino ai nostri giorni, si fa prodromo di un'amicizia maschile senza se e senza ma.
Dopo molte avventure vissute insieme, senza predominanza dell'uno sull'altro, il fato nefasto della Morte (interpretato sulla scena da vari complessi conflitti con divinità varie) sceglie Enkidu come sua prima vittima (eh, beh, Gilgamesh -pur se
dapprima feroce tiranno- è sempre il re!;( ...e l'eroe della saga) ma
Gilgamesh è messo di fronte alla morte dell'amico come ad uno specchio...

Per dodici giorni Enkidu giacque sul letto di morte. Poi chiamò Gilgameš: ― Amico mio, la grande dea mi ha maledetto e io non morirò in battaglia. Temevo la morte in battaglia, invece è felice l'uomo che cade in battaglia, mentre io dovrò morire nella vergogna.

E girato il capo, morì.

Gilgameš toccò il corpo di Enkidu, tentando di risvegliarlo, ma il cuore dell'amico non batteva. Allora il re stese un velo sul suo corpo e, travolto dalla disperazione, prese a infuriare come una leonessa derubata dei cuccioli. Aventi e indietro, misurò i passi attorno al letto, si strappò i capelli e le splendide vesti. Poi corse ramingo per le lande desertiche gridando tutta la sua amarezza:

    Uditemi, grandi di Uruk,
    Enkidu piango, l'amico mio,
    gemendo come donna in lutto piango mio fratello.
    O Enkidu, fratello mio,
    tu fosti la scure al mio fianco, la forza della mia mano,
    la spada nella mia cintura, lo scudo davanti a me,
    una veste gloriosa, il mio più leggiadro ornamento;
    un destino malvagio mi ha derubato.
    L'onagro e la gazzella che padre e madre ti furono,
    tutte le creature dalla lunga coda che ti nutrirono ti piangono,
    tutti gli esseri selvatici della piana e dei pascoli;
    i sentieri che amavi nella foresta di cedri notte e giorno mormorano.
    Che i grandi di Uruk dalle forti mura ti piangano;
    che il dito di benedizione sia teso in lutto.
    Enkidu, giovane fratello. Ascolta,
    per tutto il paese c'è un'eco come di madre in lutto.
    Piangano tutti i sentieri che insieme abbiamo percorso,
    e le bestie che abbiamo cacciato, orso e iena,
    tigre e pantera, leopardo e leone,
    cervo e stambecco, toro e daina.
    Il fiume lungo le cui rive camminavamo ti piange.
    I guerrieri di Uruk dalle forti mura ti piangono.
    Cosa è mai questo sonno che ora ti avvince?
    Sei perso nelle tenebre e non puoi sentirmi...

 "ed ora qual è il sonno che si è impadronito di te?
   Tu sei diventato rigido, e non mi ascolti!".
traduce un'altra versione 'più letterale'(?)(trattandosi di cuneiforme...il punto di domanda è lecito...)



Postato da: Leira a dicembre 03, 2007 00:16 | link | commenti (29) |
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